L’asportazione chirurgica di un neo cutaneo è una procedura comune. Tuttavia, una delle domande più frequenti è: il neo rimosso può ricrescere? Questo atto chirurgico, pur essendo relativamente semplice, richiede grande precisione, includendo la rimozione della lesione e di un margine di cute sana circostante per garantire l’adeguata radicalità. Se l’intervento è eseguito correttamente, la probabilità di ricrescita del nevo è molto bassa. Scopriamo perché e quali precauzioni adottare.
Di cosa parliamo nell’articolo
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Rischio di ricrescita: molto basso, se l’asportazione è stata radicale (rimozione del nevo e margine di sicurezza).
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Causa principale: la ricrescita (recidiva) è quasi sempre dovuta a una rimozione incompleta (residuo di melanociti).
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Passaggi chiave: essenziale il follow-up dermatologico e l’esame istologico per la sicurezza.
Asportazione nevo cutaneo: la probabilità di ricrescita
Se l’intervento di asportazione è stato svolto correttamente, la probabilità che il neo ricresca è estremamente bassa. Questo perché vengono rimossi sia la lesione (il nevo) sia un margine di cute sana circostante, un passaggio fondamentale per garantire una radicalità adeguata.
Perché un neo rimosso potrebbe ricomparire?
La ricrescita della lesione è quasi sempre dovuta a un’asportazione incompleta. In questi rari casi, potrebbero residuare alcuni melanociti nella zona più profonda della cute, permettendo una recidiva (ricrescita) del nevo nel tempo.
Follow-up dopo asportazione nevo cutaneo: cosa fare per la sicurezza
L’attenzione va mantenuta, soprattutto nei casi in cui il neo rimosso mostrasse caratteristiche atipiche (variazione di dimensione, forma o colore). È fondamentale seguire alcuni passaggi chiave dopo l’intervento:
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Esame istologico: Richiedere, se indicato, un esame istologico del tessuto rimosso, che fornisce la conferma diagnostica.
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Follow-up dermatologico: Mantenere un regolare follow-up dermatologico per monitorare la zona e la comparsa di nuove lesioni.


