Ernia inguinale: chirurgia tradizionale o robotica?

12 Ott 2026

La chirurgia robotica rappresenta senza dubbio una delle innovazioni più interessanti degli ultimi anni. Ma innovazione non significa automaticamente maggiore efficacia, maggiore sicurezza o un recupero migliore per il paziente.

Quando parliamo di ernia inguinale, personalmente continuo a guardare con molta prudenza all’utilizzo del robot come scelta di routine.

Il motivo è semplice: per una patologia che conosciamo molto bene e che sappiamo trattare con tecniche consolidate, dobbiamo chiederci quale sia il reale beneficio aggiuntivo per il paziente.

 

Cosa ci dicono gli studi

Le evidenze più recenti non dimostrano, al momento, una chiara superiorità della chirurgia robotica rispetto alla chirurgia tradizionale a “campo aperto” nella riparazione dell’ernia inguinale.

Una revisione di studi randomizzati pubblicata nel 2026 non ha rilevato differenze statisticamente significative nelle complicanze postoperatorie, nelle recidive o nella possibilità di dimissione in giornata.

Un’altra recente analisi ha evidenziato risultati sostanzialmente comparabili per dolore postoperatorio, durata del ricovero, complicanze e recidive, mentre l’intervento robotico tende ad avere tempi operatori maggiori e costi più elevati.

Questo non significa che la chirurgia robotica non abbia un ruolo. Significa però che non possiamo considerarla automaticamente migliore semplicemente perché utilizza una tecnologia più avanzata.

 

Nell’ernia inguinale conta soprattutto ciò che accade dopo

Nel trattamento dell’ernia il mio obiettivo è quello di ottenere una riparazione efficace, ridurre al minimo le complicanze e consentire al paziente di affrontare il periodo postoperatorio nel modo più sicuro e sereno possibile.

Le tecniche chirurgiche tradizionali hanno alle spalle un’esperienza molto ampia, protocolli ormai consolidati e risultati ben conosciuti.

Per questo, soprattutto nei casi più comuni di ernia inguinale, ritengo che sia importante non trasformare la tecnologia in un obiettivo in sé.

La scelta della tecnica deve partire dall’ernia, dalle caratteristiche del paziente e dall’esperienza del chirurgo. Anche la letteratura più recente sottolinea proprio questo principio: oggi non esistono elementi sufficienti per affermare una superiorità universale dell’approccio robotico.

 

La tecnologia deve servire il paziente, non il contrario

Sono favorevole all’innovazione quando porta un vantaggio concreto. Ma credo altrettanto fermamente che in chirurgia sia necessario mantenere un atteggiamento critico.

Per l’ernia inguinale, nella maggior parte dei casi, disponiamo già di tecniche affidabili, efficaci e ben collaudate, che permettono una gestione attenta anche del decorso postoperatorio.

Prima di scegliere come intervenire, quindi, preferisco partire sempre dalla stessa domanda: qual è la soluzione più appropriata e sicura per questo paziente?

Non necessariamente quella più nuova.

Se hai un’ernia inguinale o ti è stato proposto un intervento chirurgico, prenota una visita: valuteremo insieme il tipo di ernia, le caratteristiche del singolo caso e la tecnica più appropriata.

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