INTERVENTO CHIRURGICO
DI ASPORTAZIONE DELLE EMORROIDI
In passato questo tipo di intervento si è conquistato,forse a
ragione,una fama a dir poco terribile. Il dolore postoperatorio, specie al momento della
rimozione del "tampone"(un insieme di garze che veniva posizionato per via
transanale allo scopo di prevenire le emorragie ),era di tale entità da scoraggiare molti
ad affrontare lintervento.
Negli ultimi anni la tecnica chirurgica è decisamente migliorata;lintervento
di Milligan-Morgan adottato dalla maggior parte dei chirurghi,oltre a dare ottimi
risultati rispetto alla soluzione del problema,ha reso possibile un postoperatorio
decisamente accettabile.Inoltre oggi abbiamo a disposozione farmaci ben tollerati ed
in grado di controllare il dolore con molta efficacia.
Dopo questa breve annotazione in parte anche storica,vogliamo
addentrarci su alcuni aspetti ,assolutamente recenti, di miglioramento delle tecniche
chirurgiche.
La chirurgia usufruisce ormai in larga scala dei mezzi che la
tecnologia mette a disposizione,e poiché questultima come sappiamo è in continua e
rapida evoluzione,anche le tecniche chirurgiche possono essere frequentemente aggiornate.
Le due tecniche che di seguito verranno presentate sono
lemorroidectomia secondo Milligan-Morgan con ultracision e la
prolassectomia mucoemorroidaria secondo Longo.
(trattandosi di tecniche chirurgiche il linguaggio sarà molto
specifico e pertanto non facilmente fruibile da tutti,ci rivolgiamo infatti agli addetti
ai lavori anche per eventuali scambi di opinioni)
EMORROIDECTOMIA SEC. M.M. EFFETTUATA
CON BISTURI AD ULTRASUONI (
ULTRACISION).
Lo strumento è una pinza costituita da una lama che opportunamente
collegata ad una particolare apparecchiatura, è in grado di sezionare i tessuti facendo
contemporaneamente emostasi;questo si ottiene attraverso una vibrazione ad altissima
fraquenza,circa 60.000 volte al secondo,che provoca una denaturazione proteica,e perciò sezione
e coagulazione, senza la necessità di elevate temperature come accade con luso
del bisturi elettrico.
Permanendo tutto il processo ad una temperatura di circa 60° non si
hanno fenomeni di ustione sulla cute e sui tessuti circostanti .
Questo tipo di intervento è sostanzialmente unasportazione dei
tre gavoccioli principali emorroidari esattamente come previsto dalla tecnica di M.M..
Si parte dalla cute cercando di asportare anche le pieghe cutanee esiti
di episodi pregressi di crisi emorroidarie o di emorroidi esterne,si dissocia con cautela
il gavocciolo fino al m. sfintere interno sezionando con ultracision e si raggiunge
pertanto il peduncolo del gavocciolo a livello della mucosa sana del retto.A questo punto
può essere utile posizionare un divaricatore per poter sezionare con cautela e precisione
il peduncolo contenente larteria emorroidaria.E questo il passaggio più
importante per evitare sanguinamenti nel postoperatorio.
I ponti di mucosa che contengono gavoccioli molto ectasici possono
essere "puliti" per via sottomucosa sempre con ultracision.
I vantaggi di questa tecnica sono i seguenti:
- meno dolore nel postoperatorio dovuto allassenza di zone ustionate e dalla non
apposizione del punto di emostasi sul peduncolo dei gvoccioli asportati
- una più rapida guarigione delle ferite chirurgiche
- complessivamente un più rapido ritorno alle proprie attività.
La nostra esperienza per il momento è limitata a 12 casi con un
controllo a soli 2 mesi.
Abbiamo riscontrato che nelle prime 24 ore come controllo del dolore
sono bastate ai pazienti 2 fiale di Ketoprofene; a domicilio nei 5 giorni successivi 7
paz. hanno assunto 2 compresse al giorno da 50 mg dello stesso farmaco come consigliato
alla dimissione, riferendo poi di avere in questo modo reso il dolore assolutamente
accettabile,gli altri cinque paz. hanno ottenuto lo stesso risultato assumendo il farmaco
in maniera saltuaria al bisogno.
Non si sono verificati sanguinamenti importanti nel postoperatorio né
abbiamo riscontrato guarigioni con esito stenotico .
PROLASSECTOMIAMUCOEMORROIDARIA SECONDO
LONGO
Questintervento è stato reso possibile negli ultimi anni
grazie alla possibilità di usare una suturatrice meccanica(EEA Stapler N 31) che
peraltro già da tempo è in uso per il confezionamento dellanastomosi,cioè del
ricongiungimento colon rettale , nelle resezioni più o meno estese per il tumore del
retto.
Con una tecnica sulla quale è difficile scendere nei dettagli, si
riesce ad asportare un anello di mucosa del retto di circa due cm di altezza a circa 4 cm
dalla linea pettinata ricongiungendo contemporaneamente i due margini di sezione e
ristabilendo così la continuità della mucosa rettale.
Come si può intuire questo "trascina " il plesso
emorridario allinterno nella sua posizione originale,mentre lesito
cicatriziale della sutura lo fissa stabilmente .
Sullindicazione ad adottare questo tipo di intervento ci sono
alcuni pareri non perfettamente concordi.Dalla nostra esperienza riteniamo che lo si possa
adottare con efficacia nelle emorroidi di III grado, dove il disturbo è prevalentemente
legato alla fuoriuscita dei gavoccioli emorroidari dopo levacuazione e loro lento
rientro nelle ore successive..E intuitivo come un "fissaggio"
allinterno e in alto del plesso possa portare ad un beneficio ed alla risoluzione
dei sintomi.
I vantaggi di questa tecnica sono i seguenti:
- Netta riduzione del dolore postoperatorio in quanto la sezione della mucosa viene
a cadere nel retto che non ha sensibilità al dolore.
- Assenza di ferite
chirurgiche da guarire per seconda intenzione
Come si può notare le opportunità offerte per la soluzione
chirurgica del problema emorroidario sono molteplici. A nostro avviso il buon esito di un
trattamento chirurgico dipende molto dallindicazione,vale a dire che è molto
importante il momento della decisione dellintervento e del tipo di
intervento.Inoltre nella maggior parte dei casi ci è stato di grande aiuto arrivare alla
decisione dopo più visite in cui è stato possibile osservare la situazione locale in
vari momenti e capire con esattezza il disturbo del paziente ,infatti anche in questo
intervento sicuramente non tra i più impegnativi,occorre sempre unaccurata
valutazione del rapporto rischio-beneficio.